Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Modena

Il Dott. Agr. Giorgio Badiali ha inviato il seguente contributo:

Rarissimi gli ippocastani ancora verdi nella città di Modena

Si salvano ancora dallo squallore generale riscontrato in città, quelli situati all’interno del Circolo Tennis Mammut, dove è stato programmato ed eseguito un piano dettagliato di difesa fitosanitaria.

A breve seguiranno altri interventi, rivolti al risanamento delle stesse piante che da anni versano in condizioni vegetazionali critiche, come tutti gli ippocastani del territorio comunale e di gran parte di quello provinciale. Un caso simile, positivamente risolto alla stessa maniera, si può osservare anche in altro comune, presso il Modena Golf Country Club, situato a Colombaro di Formigine.

E’ risaputo che anche le piante hanno delle esigenze vitali e purtroppo presentano le loro malattie che possono deturparne l’aspetto, comprometterne la funzionalità ed in circostanze particolari, qualora non opportunamente curate, indebolirle a tal punto da provocarne anche la morte.

Il caso negativo degli ippocastani, ormai diffuso su vaste zone del territorio nazionale, è l’ultimo esempio di una serie di manifestazioni patologiche, che hanno aggredito la bella specie arborea molto presente nei nostri ambienti e che negli ultimi tempi stanno compromettendone la vitalità.

Questa situazione è stata più volte descritta o segnalata sulla stampa specializzata e su quella locale, nonché comunicata a diversi Assessori all’Ambiente ed Uffici tecnici comunali della Provincia e della Regione, soprattutto a quelli che risultavano maggiormente interessati al delicato argomento.

Nella città di Modena e su tutto il territorio provinciale, è attualmente molto raro trovare dei complessi arborati di ippocastano, ancora sufficientemente verdi e praticamente esenti dall’insetto Cameraria ohridella, in molti casi agente primario del diffuso seccume fogliare.

Alcune di queste oasi definibili "felici" e senz’altro rarissime, possono essere rappresentate dal Circolo Tennis Mammut di Via Ghiaroni e dal Club Modena Golf di Colombaro, dove il fogliame degli ippocastani si presenta in ottobre 2002 in condizioni ancora buone, come viene evidenziato nella foto allegata al testo e come può essere ancora direttamente verificabile sul posto.

Al contrario, già durante tutto il periodo primaverile-estivo, le piante situate su gran parte del territorio provinciale, presentavano evidenti forme di degenerazione del fogliame.

Infatti, escluso qualche raro esemplare o piccoli gruppi di piante, prevalentemente situate all’interno di giardini privati ed opportunamente curate o pochi casi in cui è stato eseguito qualche saggio di difesa, in questi giorni si notano soltanto piante arrossate, prive di fogliame, in grave stato fisiologico-nutrizionale ed in corso a sprecare ulteriori energie di riserva per dare vita a nefaste rivegetazioni ed indesiderate rifioriture di fine stagione, che portano sempre a debilitazione certa e probabilmente alla morte di qualche esemplare.

Entrambi questi casi, che rappresentano risultati favorevoli, definibili senz’altro di ordine particolare, sono stati ottenuti soltanto grazie alla sensibilità dei Dirigenti dei citati Club ed agli oculati e tempestivi interventi fitosanitari effettuati, dopo una diagnosi specialistica accurata e la prescrizione della relativa terapia, senza attendere i soliti tempi biblici tradizionali e senza affidarsi ai soliti faccendieri pressapochisti che in questi tempi prolificano come i funghi dopo la pioggia.

Chiunque in città e su tutto il territorio sia provinciale che regionale, avrebbe potuto sin dalle passate stagioni comportarsi alla stessa maniera e con gli stessi risultati riscontrati nei territori ricordati, ponendo così almeno un freno all’espandersi di una forma di danneggiamento che potrebbe anche a breve diventare pregiudiziale per le piante ancora presenti.

L’occasione torna utile per rivolgere un sollecito appello di ripensamento e di risveglio, a tutti coloro che non hanno voluto o potuto ascoltare o che hanno preferito soprassedere, sia nel passato che nella corrente stagione, ormai giunta nella fase vegetativa terminale.

Dott. Agr. Giorgio Badiali

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