Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Modena

Il Dott. Agr. Tedeschini Vincenzo ha inviato il seguente contributo:

I caratteri climatici dell’alta pianura tra Modena e Bologna

La serie ininterrotta di rilevazioni agrometereologiche effettuate dal 1980 al 2013 a Piumazzo di Castelfranco Emilia, ( 45metri s.l.m.) consentono di definire i connotati del clima locale fornendo utili indicazioni agli agricoltori. Si tratta di un territorio omogeneo dal punto di vista altimetrico con suoli molto fertili, a buona dotazione calcarea e a reazione neutra o subalcalina, vocati sia alla fruttiviticoltura che ai cereali a paglia e alle colture industriali: barbabietola e sorgo in particolare. Tra le specie frutticole il pero riveste la maggiore importanza economica (cultivar Abate Fetel in primis) seguito dal ciliegio, susino, pesco e albicocco. Questa è terra di Lambrusco Grasparossa Doc e di Pignoletto Doc, vitigno bianco che sta attraversando una forte espansione dei consumi. Tuttavia questa potenzialità produttiva trova delle limitazioni che sono emerse dall’indagine sul clima. Ad esempio le varietà a fioritura molto precoce di albicocco spesso vengono danneggiate dalle brinate primaverili. Nei riguardi della cerasicoltura vi sono seri condizionamenti dovuti alle piogge prolungate di maggio e giugno che provocano non di rado il cracking sulle ciliegie. A sua volta, con frequenza quasi decennale la viticoltura di Modena Bologna soffre ingenti perdite per attacchi peronosporici nel mese di giugno. Lo studio del clima locale porta a sconsigliare dunque specifiche varietà di albicocco, a considerare attentamente la copertura del ceraseto con teli impermeabili e a non abbassare la guardia nei confronti del fungo più temibile della vite in ambiente padano. Il dato più significativo che emerge è l’aumento delle temperature medie annue che da 12,4°C, media del periodo 1980-1990, raggiungono 13,8°C, media del periodo 2002-2012. Un’analisi più accurata della temperatura mette in evidenza che a partire dalla fine degli anni Novanta la frequenza dei valori massimi superiori a 35°C cresce sensibilmente. Sono segnali quest’ultimi che, incrociati con l’incremento costante dell’anidride carbonica nell’aria su scala globale, non vanno sottovalutati e che suggeriscono una maggiore attenzione nel gestire il bilancio evapotraspirativo del sistema terreno/pianta con interventi irrigui frequenti, a dosi ridotte, a bassa pressione e temporizzati. L’eliofania media annua della stazione di rilevamento raggiunge 2.000 ore di sole. Le precipitazioni medie annue sono di 710 mm con un coefficiente nivometrico del 7,5%. Il picco principale di precipitazione si registra in ottobre con 91 mm, quello secondario in aprile con 69 mm. Luglio è il mese statisticamente più siccitoso con appena 35 mm di pioggia. Il più alto valore termico è stato registrato il 26 agosto 2011 con 39,8°C. La minima assoluta è stata registrata l’11 gennaio 1985 con -21,6°C. Il rilevatore ringrazia l’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria di Roma per la messa a disposizione della capannina meteo e della strumentazione scientifica di corredo.

Vincenzo Tedeschini

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